Fara Music Festival 2026 | I Concerti nel Parco

Quattro appuntamenti speciali per celebrare vent’anni di musica tra grandi protagonisti della scena italiana e produzioni originali.

 

Dal 30 luglio al 2 agosto il Fara Music Festival 2026 celebra il proprio ventennale nella suggestiva cornice del Parco Cremonesi dell’Abbazia di Farfa con quattro appuntamenti che attraversano jazz, canzone d’autore, teatro musicale e tradizione popolare.

Ad inaugurare il programma, il 30 luglio, sarà Viva De André, il concerto-racconto ideato e diretto da Luigi Viva con arrangiamenti e direzione musicale di Luigi Masciari. Un progetto originale che intreccia musica e narrazione per ripercorrere l’opera e il pensiero di Fabrizio De André, attraverso nuove riletture dei suoi brani più significativi.

Il 31 luglio sarà la volta del Francesco Cafiso Quartet – Tribute to Miles Davis, una produzione originale Fara Music realizzata in occasione del centenario della nascita del grande trombettista americano. Con Francesco Cafiso al sax, Enrico Zanisi al pianoforte, Giuseppe Romagnoli al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria, il concerto rende omaggio a uno dei musicisti più influenti della storia del jazz, rileggendone il repertorio con sensibilità contemporanea.

Il 1° agosto il Parco Cremonesi ospiterà per la prima volta al Fara Music Festival Sergio Cammariere, tra i più raffinati cantautori e pianisti italiani. Accompagnato da Giovanna Famulari e Daniele Tittarelli, Cammariere proporrà un percorso musicale che attraversa i momenti più significativi della sua carriera, tra jazz, canzone d’autore e atmosfere mediterranee che da sempre caratterizzano il suo linguaggio artistico.

A chiudere il programma del Parco Cremonesi, il 2 agosto, sarà Peppe Barra con lo spettacolo “Si tenesse vint’anne…”, un viaggio poetico e visionario attraverso la tradizione musicale napoletana, il teatro popolare e la grande cultura del Mediterraneo. Cantore, attore e interprete straordinario, Peppe Barra porta in scena un repertorio capace di unire memoria, ironia e profonda umanità, confermandosi una delle figure più autorevoli della cultura italiana.

Quattro serate, quattro linguaggi differenti e un unico filo conduttore: la capacità della musica di raccontare storie, attraversare generazioni e creare incontri tra tradizione e contemporaneità, nel cuore di uno dei luoghi più suggestivi della Sabina.


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