Ramberto Ciammarughi, un piacevole ritorno…

Personalità dalla ricchezza artistica straordinaria, “Ramberto Ciammarughi ha tanto da raccontare e la sua predilezione per il trio e il piano solo ne fanno un valente ricercatore di suoni e di note, di quelle non a grappolo e stuporose, ma pensate con un criterio atto a costruire la musica” (A. AYROLDI).
Quotatissimo docente di tanti talenti jazzistici italiani condividerà il Dipartimento di Pianoforte durante il Fara Music Summer School, 21/27 Luglio, con il newyorkese Jason Lindner.

Ciammarughi l’emozione delle cose semplici…

La carriera lo porta a visitare le più grandi platee mondiali, dove si esibisce in concerti memorabili e collabora con giganti della musica, da Randy Brecker a Steve Grossman, da Dee Dee Bridgewater a Jimmie Owens. Insegna la “sua” musica dalle Alpi alla Sicilia, ma sono le colline di Assisi il porto sicuro dove si rifugia dopo ogni viaggio. “Un volta ero anche capace di arrabbiarmi con l’Umbria, soprattutto quando visitavo la Toscana e notavo tante differenze. Ma oggi non più, ho raggiunto un equilibrio quasi spirituale con la mia terra. Bisogna capirla e amarla, un percorso che ti porta a mettere le radici per sempre”.

Ecco le radici, forti, robuste e contorte come i grandi ulivi che circondano la dimora di Ramberto. “L’Umbria, rispetto alle altre regioni, ha un ricchezza ineguagliabile: San Francesco. Secondo me è l’uomo del millennio, a lui ho dedicato molti spettacoli, tra cui il mio primo lavoro teatrale. Il suo nome per alcuni è mero guadagno e commercio, per altri, come me, è l’esempio di uno spirito assoluto. Se riesci a cogliere il fondamento del suo insegnamento, sei in grado di avere gli strumenti per vivere meglio”.

Il legame con Assisi arriva così alla sua definizione più elevata.Mentre Ramberto ci racconta del suo imminente ritorno a Umbria Jazz, dove suonerà con il vecchio quartetto rievocando i fasti di oltre vent’anni fa, ci offre un calice di Ciliegiolo di un valente produttore di Città della Pieve.

“Senti che bontà. Ancora riesco ad emozionarmi per un buon vino, per quelle semplici cose di cui l’Umbria è colma e ti riempie lo spirito. Poi, quando compongo al mio pianoforte cerco di guardare lontano, nel tempo e nello spazio”. Ma non possiamo fare a meno di credere che almeno nel primo tratto, lì fuori dalla sua finestra, lo sguardo di Ramberto accarezzi splendidi ulivi e dolci colline di quell’Umbria nascosta e privata che lui chiama semplicemente casa.

Articolo tratto da umbriatouring.it

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